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Progetto-Idea “OrtiVicentini”


Condividere le idee è doveroso quanto condividere semi e i saperi.
Durante questo anno e mezzo di Orto Cittadino Sinergico ho avuto modo di incontrare e conoscere svariate nuove realtà agricole emergenti. Parlo di agricoltura naturale, senza pesticidi o fertilizzanti di sintesi Spesso sono micro-realtà, portate avanti da un paio di persone. Quasi sempre sono persone che stanno coltivando in modo etico e rispettoso.

Le iniziative di questo tipo però, pur rappresentando una meravigliosa risposta alla disoccupazione (e al dominio della verdura “innaturale” dei supermercati), faticano ad emergere perchè non hanno nome, e perchè sono troppo piccoli per garantire una continuità nella fornitura. Spesso tali iniziative sono legate all’altalenante entusiasmo di un singolo, o al mero volontariato che per quanto “puro”, scarsamente da a queste realtà quella solidità di cui avrebbero invece bisogno (in questi tempi bui) per cristallizzarsi come alternativa concreta.
Un altro problema che ho notato e che non avendo una loro chiara identità, spesso i vicini di quell’orto, nemmeno sanno che si potrebbe andare ad acquistare ottima verdura naturale cogliendola magari direttamente dalla pianta.
Un piccolo orto naturale dovrebbe avere una rete di supporto ben definita, dove poter mettere in circolo gli esuberi di produzione e poter così monetizzare chi ci lavora.
E’ relativamente facile accontentare il privato che arriva e si riempie una cassetta alla settimana, ma ogni tanto mi arrivavano richieste da potenziali clienti a cui da solo non potevo far fronte. Un esempio su mille può essere una pizzeria biologica che voleva chili di basilico ogni 3-4 giorni… altre volte paninoteche che per i loro panini cercavano verdure e locali e naturali in quantità quasi industriale…

Era in quei momenti che ho sentito la mancanza di una Rete seria e organizzata che potesse far fronte a richieste di questo tipo ed è in quel periodo che è maturata l’idea del progetto “OrtiVicentini”.

 

OrtiVicentini:

Immaginatevi questo come un “marchio” (non piace il termine, lo so, ma rende l’idea). Potrebbe essere una cooperativa, o altro.
A questo OrtiVicentini potranno aderire TUTTI quegli orti che firmeranno il “codice etico comune di intenti”.
Questo codice è tutto da scrivere INSIEME ma auspico punti come
1) Dichiaro di seguire un’agricoltura naturale, rispettosa dell’operatore, del cliente e dell’ambiente
2) Dichiaro di voler collaborare con gli altri OrtiVicentini per scambiarci semi, consigli, supporto e prodotti
3) Dichiaro di utilizzare il nostro orto per salvaguardare il seme di qualche specie locale (da decidere e coordinare con altri orti)
4) Dichiaro di appoggiare e sostenere le iniziative di Permacultura o Transizione
5) Dichiaro di impegnarmi a rifornire in primis la comunità attigua all’orto
5)…..
6)….e così via

I benefici di creare una rete dinamica e organizzativa tra noi sono molteplici:
Innanzitutto si abbatterebbero i costi di gestione: non dovremo comprate tutti (ad esempio) un motozappa a testa, basterà comprarne uno e stoccarlo in un punto di prelievo condiviso. Se ti serve qualcosa vai la e la prendi, magari ci organizziamo con un google-calendar, o altri strumenti informatici. Siamo giovani (chi più chi meno) ed è ora di utilizzare certi strumenti come si deve.
Altro vantaggio: avremmo più “mordente” verso l’opinione pubblica, un sito ad hoc con mappati tutti gli orti e varie pagine facebook per coordinarci al meglio.
Lavoro condiviso: serve aiuto all’ “OrtoVicentino di Sovizzo” ??? Ci troveremo tutti da loro per dargli una mano, i neocontadini di Sovizzo verranno poi a darci una mano quando noi avremo bisogno di costruire ad esempio una yurta o un forno in terra o per altri lavori…
Mercato condiviso: come anticipato, ci sono realtà piuttosto grosse che mi avevano contattato per rifornirle di verdure. Da solo non ce l’avrei mai fatta a soddisfare le loro richieste. Insieme è possibile e col tempo si potranno stringere eventuali accordi con NaturaSI o altre catene di distribuzione che riconoscano il valore aggiunto dell’agricoltura naturale.
Altro vantaggio: cassette con molta varietà. Ad esempio a San Rocco vengon bene le patate, ne produrranno ovviamente in maggioranza e gli esuberi andranno nel “punto di stoccando esuberi”. Qui chi porta patate potrà prelevare ad esempio le melanzane  visto che da loro non erano cresciute… (in proporzione a quanto portato, ci inventeremo una tabella).
Il surplus totale di tutti potrà essere venduto con una licenza da venditore ambulante (già disponibile) e gli introiti verrebbero condivisi.
In teoria non dovrebbe esserci necessità della vendita ambulante: l’iniziativa incrementa la resilienza solo se soddisfa in primis i fabbisogni della comunità attigua… e la comunità… mangia!

… e poi tante agrofeste con inviti alla cittadinanza e tutto quel che ne consegue…
Rifiuterei la certificazione del BIOLOGICO preferendo un rapporto di fiducia con chi si avvicinerà a “OrtiVicentini”.
Ovviamente chi sgarra durerà poco perchè i feedback dei clienti, pubblici su internet, verranno ben presi in considerazione (oltre a tenerci d’occhio tra noi).
Se un cliente vorrà darci una mano in cambo di uno sconto potrà farlo (risultando di aiuto per disoccupati o cassaintegrati)
….
Ce n’è tanto ancora da scrivere e da ragionarci su, e vorrei farlo con chi crede che questo sistema possa essere un valido aiuto al “Cambiamento”!
Questo è il progetto in linea di massima, ho già sentito svariati orti, e molti sono d’accordo e ben decisi. Muoviamoci uniti e con testa, l’Ego lasciamolo fuori, per quanto dura possa essere.
Purtroppo aspetto al varco chi cercherà di rubare l’idea per farne profitto personale, ho conosciuto anche persone così in questo anno e mezzo… gli avidi/arrivisti ci sono anche negli ambienti dove meno te li aspetti!
I finanziamenti potrebbero NON essere un problema. Una ONLUS potrebbe anticipare i costi che poi verrebbero ricoperti dai finanziamenti europei previsti per l’agricoltura giovanile…
Chi non vuole utilizzare i finanziamenti europei perchè li ritiene uno strumento che “droga” l’agricoltura sociale, farà a meno di richiederli per il suo orto.
Ogni piccolo orto manterrà infatti la sua identità, il suo blog, la sua pagina facebook ecc, ma potrà far comunque parte di questa iniziativa. Uniamo le forze e uniamo le voci, che ci senta tutta la città!
Ora, in puro stile Dragon Dreaming (e con un pizzico di Open Space) chiedo a tutti coloro che stanno gestendo un orto privato/piccolo/medio o che stanno pensando di partire:

Cosa vorresti modificare, aggiungere o togliere al progetto affinchè tu ti senta coinvolto con passione ed entusiasmo?

Il blog è dispersivo e non sempre lo seguo, per cortesia per coordinare questa iniziativa ho creato un’apposita pagina facebook di OrtiVicentini a cui chiunque potrà iscriversi! Buona discussione!

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