Il Generale Inverno, le serre, le nutrie e i conti che tornano

Prima visita del Generale Inverno

Prima visita del Generale Inverno

IL GENERALE INVERNO
Questa prima nevicata è stata giusto un’avvisaglia. Il leggero e costante soffio gelido annuncia l’imminente arrivo del Generale Inverno.Gode di profondo rispetto, soprattutto a queste latitudini. Qui in Veneto anche il resistente broccolo fiolaro si inchina al primo giro di ronda del gran Generale. Il fumo ormai esce copioso dai comignoli e forma un velo sottile poco più su, i pochi uccellini rimasti arruffano le piume fino a sembrar simpatiche palline con le zampe e si raggruppano cercando di scaldarsi mentre i caprioli scendono a gran numero dai monti ed è possibile ora scorgerli più spesso nelle nostre colline. E tutto rallenta….tutto ovviamente escluso noi umani che abbiamo sempre un (valido?) motivo per “correre”.

LE SERRE
In molti mi hanno chiesto perchè non copro i bancali facendone tante serre. La cosa apparentemente avrebbe solo benefici, allungherebbe la bella stagione di un mese abbondante, sia all’ inizio che alla fine … produrrei DI PIU’ e guadagnerei DI PIU’!   WOW!!!!
E invece no! ^_^ I benefici economici avrebbero come controparte un prodotto meno nutriente e meno naturale.
Fukuoka in Giappone lo spiegava così:

     Ho parlato con Asada, un tecnico funzionario del “Ministero dell’Agricoltura e Foreste” e mi ha raccontato una storia interessante: gli ortaggi coltivati in serre sono estremamente insipidi. Sentendo che le melanzane spedite d’inverno non contengono vitamine e i cetrioli sono senza sapore, egli ha indagato in materia e ha scoperto la ragione di tali carenze: alcuni dei raggi solari (si riferisce alle frequenze luminose, ndE) non possono penetrare attraverso la copertura di vinile e vetro in cui gli ortaggi vengono fatti crescere. […] Qualcuno sviluppa una tecnica per coltivarli e dopo un po’ di tempo si scopre che questa verdura non ha nessun valore nutritivo.

L’alternativa sarebbe dunque aggiungere una serra e utilizzare enormi quantità di energia elettrica per compensare la perdita di quelle determinate frequenze bloccate dai teli di plastica. No, non ci siamo, non sarebbe una pratica sostenibile dal punto di vista ambientale e ancora una volta gli esorbitanti costi (per i teli + lampade SOX + montaggio + energia) andrebbero scaricati sul consumatore finale. Non ne vale la pena!
Inoltre i teli vanno ben chiusi creando così una divisione netta e brutale con l’ambiente esterno… esattamente il contrario da quanto previsto dall’agricoltura sinergica. Per come la vedo, la serra NON si può considerare Agricoltura Sinergica… è un altra cosa, può essere “”biologico”” o altro ma di sicuro non è sinergico! Ciò che rattrista un po’ è ascoltare persone che gestiscono orti (“”biologici””) con serre e per il semplice fatto di mettere un po’ di paglia per terra son tentate di chiamarlo sinergico,  “quasi sinergico”  o  “sinergico evoluto”!

I CONTI TORNANO
Parlando di “pecunia”, dopo due stagioni è già possibile fare le prime analisi: in estate la verdura sinergica risulta conveniente rispetto a quella biologica e con le sue 4 cassette mensili (10€/cassetta) è inaspettatamente in parità con il mercato “industriale”. In autunno invece visto che si prevedono 3 cassette mensili il prezzo per ogni singola cassetta sale a 13,33€ per una quantità naturalmente inferiore di verdure. La media annua quindi vede la verdura sinergica leggermente più costosa del mercato “tradizionale/industriale” ma meno costosa della verdura “biologica”. Considerate che siamo solo al primo anno! L’anno prossimo sarà il più duro, dovrò piantare e seminare ancora più fitto, poi pian piano il terreno comincierà a riacquistare quella fertilità selvaggia, come i neri terreni boschivi, e da lì in poi sarà tutta discesa!

L’UOMO CHE SUSSURRAVA ALLE … NUTRIE!
Maurizio ha avuto un incontro ravvicinato con “la nostra” nutria. Era rimasta bloccata nella trappola lasciata sul bordo della risorgiva. Quando si è avvicinato ha cominciato a ringhiare con un verso simile a quello dei cani, naturalmente sulla difensiva. Poi deve aver sentito il battito dell’enorme cuore di Maurizio e si è rasserenata. Ha cominciato ad annusare tranquilla mentre Maurizio la portava in un campo lontano. Ovviamente non ha voluto ucciderla: le ha aperto la gabbia lasciandola scappare. Sappiamo bene che tornerà alla sua tana originale, ma questo è il nostro metodo. Cerchiamo giusto di spaventarle lasciandole intrappolate mezza giornata, per far loro capire dove possono sguazzare tranquille e dove invece potrebbero incorrere in spiacevoli inconvenienti. Sono animaletti intelligenti, più simili ai castori che ai topi ai quali vengono erroneamente associati per via della coda … sono convinto che a furia di insistere troveremo un sistema per rispettare ciascuno i nostri “habitat”.
Questa avventura con la fauna locale ha valso a Maurizio l’investitura dell’ambitissimo titolo di “Uomo che sussurrava alle Nutrie“! 🙂

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4 responses to this post.

  1. Posted by spesanatura on 10 dicembre 2012 at 11:52 pm

    complimenti per il testo e grazie per l’investitura. La gabbia l’avevo lasciata aperta dopo la liberazione della nutria, ma durante la notte ho pensato che, se ne fosse entrata un’altra non ci sarebbe stato nessuno a liberarla in breve tempo, magari avrebbe passato la notte fuori al gelo, invece di rintanarsi. Allora sabato mattina sono andato a chiudere la gabbia. A proposito, hai ancora la febbre?

    ciao Mauri

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    • Eheheh… L’Onorificenza te la sei ben meritata e un pò ti invidio 🙂
      Erano mesi che aspettavo di vederla da vicino, finora ci eravamo studiati solo a distanza (4-5 metri) e nella trappola c’erano finiti un gatto (enorme) e un riccio! Comunque sì, sono operativo e di nuovo in forma, grazie! ^^

      Rispondi

  2. Posted by Manuela Zanutto on 11 dicembre 2012 at 8:44 pm

    carissimi,
    non ci conosciamo ma leggervi riscalda il cuore. Parlate una lingua che sembra dimenticata e parlando con la gente “normale” ormai mi sembra di essere un’aliena (a parte pochissime eccezioni).
    Anch’io ho provata l’orto sinergico (non ho però messo l’irrigazione sotteranea e quindi non so se sia valida la definizione) cercando info varie in internet e sono stata super-soddisfatta del risultato. soprattutto per la mancanza di insetti nocivi. Il lavoro più impegnativo era tenere sotto controllo l’eccessiva crescita di tutto quanto: le piante sono diventate tutte moolto più grandi del previsto e si rubavano lo spazio tra di loro. ma il raccolto benissimo

    Mi sono un po’ persa a fine estate /autunno e così ho poco per l’inverno. pace, dovrò stare più attenta prox anno. Come fate per le semine di radicchio, se c’è la pacciamatura ? Spero di riuscire a seguirvi meglio in futuro.

    avrei mille domande ma voglio prima accertarmi di riuscire a inserire questo commento 😉

    vi auguro un buon proseguimento

    con tanta invidia

    Manuela

    Rispondi

    • Ciao Manuela
      Grazie per il tuo apprezzamento! ^^
      Il tubo gocciolante solitamente va messo nella parte alta, a 10cm dal bordo, facendo un anello per distribuire meglio la pressione. Resterà sopra al terreno e sopra a tutto poi ci si metterà la paglia.
      Per la semina invece si procede come segue: si deve togliere con cura la paglia nella zona che intendi seminare e ci fai dei leggeri solchi con un dito. Poi semini, ricopri con la paglia e quindi innaffi…
      Continua a seguirci se vuoi e se sei comoda a vicenza … passa a trovarci!

      Rispondi

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