Si comincia!

Cuor di Risorgiva (cliccaci sopra per ingrandire)

Ed eccolo qui il primo campo. Come anticipato nel precedente articolo, non avrei potuto trovare luogo migliore per svariati motivi:

  • A nord scorre un ruscello e proprio a ridosso del campo c’è una risorgiva (dentro al ruscello) ben riconoscibile dal “ribollire” della sabbia sul fondale, questo significa acqua pura in quantità e per tutto l’anno
  • E’ protetto su due lati da un muro di alberi e arbusti che partono dal ruscello e arrivano fino al lato a sud. Oltre che proteggere l’orto dai venti, questa barriera costituirà l’habitat ideale per numerosi ricci, rane, rospi  che ci aiuteranno nella manutenzione dell’orto (ed esempio come nemici naturali delle lumache).
  • Un boschetto attiguo favorisce la presenza di alcuni tipi di uccelli (predatori di arvicole).
  • Il campo è fermo da 4-5 anni (veniva solo sfalciato) mentre prima venne sfruttato per la produzione di mais ma anche per la coltivazione di soia! Questo è un valore aggiunto per il terreno perchè la soia è una straordinaria azotofissatrice (può fissare sino a 300 kg di azoto per ettaro all’anno, alla faccia dei fertilizzanti chimici).

L’atmosfera di pace che si respira in questo primo campo (un po’ Zen)  ne ha ispirato l’ovvio nome: “Orto Fukuoka” in onore del grande maestro scomparso, precursore di questo tipo di coltura/cultura (insieme a Emilia Hazelip, che la perfezionò per il clima mediterraneo).

Ed eccovi, nel video qui sotto, l’orto in tutto il suo splendore!  (è solo un campo, lo so, ma io lo vedo già finito 😉 )

Oggi traccio (cordini e picchetti) per delimitare le zone dei bancali e domani si parte con l’ ultima aratura (solo nella zona dei camminamenti) e la preparazione del primo bancale.

Oggi su Nuova Vicenza è uscito un articolo inerente l’orto. Preciso solo che per quanto riguarda il volontariato (a fronte di sconto sul canone di affitto o di verdura o solo per aiutarci) saranno bene accetti oltre ai disoccupati anche persone con altri tipi di difficoltà come alcuni pensionati o persone con disagio; queste ultime potranno anche essere seguite da psicologi/psicoterapeuti specialisti per un vero e proprio ciclo di ortoterapia. In futuro ci saranno legami stetti e sinergici con altre realtà sociali che operano in questi settori e credo che sarà realizzabile almeno un sito per l’onoterapia e svariati siti per l’ortoterapia.
Questo, insomma… è solo l’inizio di un percorso di transizione (come tanti che ne stanno partendo in questi anni) che vuole rimettere al centro l’Ambiente e l’Essere Umano… e se il PIL ne soffrirà ci dispiacerà,  ma neanche tanto: finalmente andranno valutati altri parametri del “benessere” o del “progresso” come ad esempio la qualità del cibo che ingeriamo o dell’aria che respiriamo.

L’equilibrio ecologico esige una profonda trasformazione nella percezione che abbiamo come esseri umani riguardo al nostro ruolo nell’Ecosistema planetario.   [Manifesto della Rete Bioregionale Italiana]

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2 responses to this post.

  1. Un altro passo in avanti verso il cambiamento, complimenti!

    Rispondi

  2. Posted by Vanda Decorlati on 25 maggio 2012 at 10:45 pm

    Posto da sogno, non ce ne sono più tanti nelle nostre zone, averlo trovato sono certa vi porterà fortuna.

    Saluti e buon lavoro

    Rispondi

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