Progetto-Idea “OrtiVicentini”


Condividere le idee è doveroso quanto condividere semi e i saperi.
Durante questo anno e mezzo di Orto Cittadino Sinergico ho avuto modo di incontrare e conoscere svariate nuove realtà agricole emergenti. Parlo di agricoltura naturale, senza pesticidi o fertilizzanti di sintesi Spesso sono micro-realtà, portate avanti da un paio di persone. Quasi sempre sono persone che stanno coltivando in modo etico e rispettoso.

Le iniziative di questo tipo però, pur rappresentando una meravigliosa risposta alla disoccupazione (e al dominio della verdura “innaturale” dei supermercati), faticano ad emergere perchè non hanno nome, e perchè sono troppo piccoli per garantire una continuità nella fornitura. Spesso tali iniziative sono legate all’altalenante entusiasmo di un singolo, o al mero volontariato che per quanto “puro”, scarsamente da a queste realtà quella solidità di cui avrebbero invece bisogno (in questi tempi bui) per cristallizzarsi come alternativa concreta.
Un altro problema che ho notato e che non avendo una loro chiara identità, spesso i vicini di quell’orto, nemmeno sanno che si potrebbe andare ad acquistare ottima verdura naturale cogliendola magari direttamente dalla pianta.
Un piccolo orto naturale dovrebbe avere una rete di supporto ben definita, dove poter mettere in circolo gli esuberi di produzione e poter così monetizzare chi ci lavora.
E’ relativamente facile accontentare il privato che arriva e si riempie una cassetta alla settimana, ma ogni tanto mi arrivavano richieste da potenziali clienti a cui da solo non potevo far fronte. Un esempio su mille può essere una pizzeria biologica che voleva chili di basilico ogni 3-4 giorni… altre volte paninoteche che per i loro panini cercavano verdure e locali e naturali in quantità quasi industriale…

Era in quei momenti che ho sentito la mancanza di una Rete seria e organizzata che potesse far fronte a richieste di questo tipo ed è in quel periodo che è maturata l’idea del progetto “OrtiVicentini”.

 

OrtiVicentini:

Immaginatevi questo come un “marchio” (non piace il termine, lo so, ma rende l’idea). Potrebbe essere una cooperativa, o altro.
A questo OrtiVicentini potranno aderire TUTTI quegli orti che firmeranno il “codice etico comune di intenti”.
Questo codice è tutto da scrivere INSIEME ma auspico punti come
1) Dichiaro di seguire un’agricoltura naturale, rispettosa dell’operatore, del cliente e dell’ambiente
2) Dichiaro di voler collaborare con gli altri OrtiVicentini per scambiarci semi, consigli, supporto e prodotti
3) Dichiaro di utilizzare il nostro orto per salvaguardare il seme di qualche specie locale (da decidere e coordinare con altri orti)
4) Dichiaro di appoggiare e sostenere le iniziative di Permacultura o Transizione
5) Dichiaro di impegnarmi a rifornire in primis la comunità attigua all’orto
5)…..
6)….e così via

I benefici di creare una rete dinamica e organizzativa tra noi sono molteplici:
Innanzitutto si abbatterebbero i costi di gestione: non dovremo comprate tutti (ad esempio) un motozappa a testa, basterà comprarne uno e stoccarlo in un punto di prelievo condiviso. Se ti serve qualcosa vai la e la prendi, magari ci organizziamo con un google-calendar, o altri strumenti informatici. Siamo giovani (chi più chi meno) ed è ora di utilizzare certi strumenti come si deve.
Altro vantaggio: avremmo più “mordente” verso l’opinione pubblica, un sito ad hoc con mappati tutti gli orti e varie pagine facebook per coordinarci al meglio.
Lavoro condiviso: serve aiuto all’ “OrtoVicentino di Sovizzo” ??? Ci troveremo tutti da loro per dargli una mano, i neocontadini di Sovizzo verranno poi a darci una mano quando noi avremo bisogno di costruire ad esempio una yurta o un forno in terra o per altri lavori…
Mercato condiviso: come anticipato, ci sono realtà piuttosto grosse che mi avevano contattato per rifornirle di verdure. Da solo non ce l’avrei mai fatta a soddisfare le loro richieste. Insieme è possibile e col tempo si potranno stringere eventuali accordi con NaturaSI o altre catene di distribuzione che riconoscano il valore aggiunto dell’agricoltura naturale.
Altro vantaggio: cassette con molta varietà. Ad esempio a San Rocco vengon bene le patate, ne produrranno ovviamente in maggioranza e gli esuberi andranno nel “punto di stoccando esuberi”. Qui chi porta patate potrà prelevare ad esempio le melanzane  visto che da loro non erano cresciute… (in proporzione a quanto portato, ci inventeremo una tabella).
Il surplus totale di tutti potrà essere venduto con una licenza da venditore ambulante (già disponibile) e gli introiti verrebbero condivisi.
In teoria non dovrebbe esserci necessità della vendita ambulante: l’iniziativa incrementa la resilienza solo se soddisfa in primis i fabbisogni della comunità attigua… e la comunità… mangia!

… e poi tante agrofeste con inviti alla cittadinanza e tutto quel che ne consegue…
Rifiuterei la certificazione del BIOLOGICO preferendo un rapporto di fiducia con chi si avvicinerà a “OrtiVicentini”.
Ovviamente chi sgarra durerà poco perchè i feedback dei clienti, pubblici su internet, verranno ben presi in considerazione (oltre a tenerci d’occhio tra noi).
Se un cliente vorrà darci una mano in cambo di uno sconto potrà farlo (risultando di aiuto per disoccupati o cassaintegrati)
….
Ce n’è tanto ancora da scrivere e da ragionarci su, e vorrei farlo con chi crede che questo sistema possa essere un valido aiuto al “Cambiamento”!
Questo è il progetto in linea di massima, ho già sentito svariati orti, e molti sono d’accordo e ben decisi. Muoviamoci uniti e con testa, l’Ego lasciamolo fuori, per quanto dura possa essere.
Purtroppo aspetto al varco chi cercherà di rubare l’idea per farne profitto personale, ho conosciuto anche persone così in questo anno e mezzo… gli avidi/arrivisti ci sono anche negli ambienti dove meno te li aspetti!
I finanziamenti potrebbero NON essere un problema. Una ONLUS potrebbe anticipare i costi che poi verrebbero ricoperti dai finanziamenti europei previsti per l’agricoltura giovanile…
Chi non vuole utilizzare i finanziamenti europei perchè li ritiene uno strumento che “droga” l’agricoltura sociale, farà a meno di richiederli per il suo orto.
Ogni piccolo orto manterrà infatti la sua identità, il suo blog, la sua pagina facebook ecc, ma potrà far comunque parte di questa iniziativa. Uniamo le forze e uniamo le voci, che ci senta tutta la città!
Ora, in puro stile Dragon Dreaming (e con un pizzico di Open Space) chiedo a tutti coloro che stanno gestendo un orto privato/piccolo/medio o che stanno pensando di partire:

Cosa vorresti modificare, aggiungere o togliere al progetto affinchè tu ti senta coinvolto con passione ed entusiasmo?

Il blog è dispersivo e non sempre lo seguo, per cortesia per coordinare questa iniziativa ho creato un’apposita pagina facebook di OrtiVicentini a cui chiunque potrà iscriversi! Buona discussione!

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Evoluzione

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Aggiornamenti dell’orto.
Al momento l’orto non è operativo. Molte cose son cambiate. Nella strada bianca che conduceva all’orto potevano passare poche macchine (il vicinato ha sollevato dubbi riguardo l’erosione maggiore della strada).
Il fatto di limitare l’accesso all’orto cittadino era assolutamente in antitesi con la volontà iniziale di richiamare persone per coltivare e sperimentare insieme. Da qui la decisione di traslocare.
Il gruppo che si era formato era forse troppo giovane e poco affiatato, si è quindi pian piano disgregato. Non ha retto alla fase di trasloco.
L’orto ha trovato asilo a Sovizzo Colle, presso la casa di Daniela (recentemente ristrutturata con paglia). E’ presente un vigneto biologico, l’acqua è garantita da un curioso cenote, come quelli messicani. Più giù c’è spazio per una food-forest, i primi alberi già ci sono. Ancora più in basso vi è un piccolo bosco selvaggio.
Un posto pieno di potenzialità dove ci si dovrà inserire con molta delicatezza. Il terreno in alcuni tratti è  così morbido che vien voglia di piantarci un seme senza neanche fare il bancale. Proverò anche quello.
Anche Marco Pianalto, maestro di Permacultura (di Seminamore) e Daniele Marchesin (de “La Boscaglia”) sono finiti in questo luogo, chissà per quali misteriose trame del destino.
E’ questo al momento il “rifugio spirituale” dell’orto cittadino sinergico.
Il nuovo lavoro “normale” non mi permette di recarmici spesso, ma non posso farmene una colpa, soprattutto di questi tempi (con bimbi e mutuo da sostenere).
Continuerò a realizzare orti sinergici e forni in terra cruda presso privati. Quando posso aiuto nuovi orti a partire, dando loro consigli, materiali, contatti, collegando spesso fili che si cercano.
E’ stata un’esperienza incredibile quella che ho vissuto durante questi due anni di sinergico: ho imparato più cose che negli ultimi 5 anni, conosciuto più persone che negli ultimi 10, ora sento che questa esperienza non è finita, sta evolvendo…
Per ora sotto forma di idea (tutto nasce così). Manifestata ad alcuni amici che gestiscono piccoli orti è stata accolta con positività ed entusiasmo… ma mi sto dilungando già troppo. Di questo ne parlerò più approfonditamente nel prossimo post.

p.s= la piattaforma su cui ho il blog (WordPress) ha cominciato a mettere pubblicità a caso. Mi dissocio da ogni tipo di pubblicità che vi capiterà di vedere nel presente blog e vi consiglio di NON cliccare i link proposti!

La nuova squadra dell’Orto Sinergico

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Grandi e importanti novità dall’orto!
Ora ho trovato lavoro, la mia curva di presenza in orto ormai è peggiore perfino della curva del picco del petrolio.
Potrebbe sembrare una brutta notizia per l’orto MA da un paio di mesi si è formata una squadra di appassionati, un’allegra banda di persone che con entusiasmo, competenza e passione hanno deciso di aiutarmi a sostenere il progetto, portandolo avanti ed aiutandolo ad evolvere verso qualcosa di diverso.
Gianni, Paola, Nazzario, Anna, Maurizio, Giada, Claudia: ciascuno sta portando in orto  la sua esperienza, il suo bagaglio culturale, le sue competenze … e l’orto ha fatto un salto di qualità meraviglioso.

Solo ora mi rendo conto del mio errore iniziale! In tempi duri ho cercato di inventarmi un nuovo lavoro che rispettasse noi e l’ambiente e che mi desse la libertà che non percepivo chiuso in un ufficio. La voglia di cambiamento era tanta, stanco di lamentarmi anni fa chiusi gli occhi, tirai un bel respiro e mi chiesi: “in che pianeta vorrei che crescessero i miei bimbi e come posso costruirlo qui?”.  Semplice domanda, ma così dannatamente importante che vi invito a porvela!
Quando capitava di andare nei centri commerciali mi disgustavo nel leggere le etichette e le provenienze delle verdure nei banconi. Volevo che i miei figli vivessero in un mondo sensato ed energeticamente efficiente  e più naturale in cui la verdura te la vai a prendere in un orto, possibilmente togliendola direttamente dalla pianta!
Da li partì questa pazza avventura dell’Orto Sinergico, pensando globale e agendo locale.
La cassa integrazione mi diede il tempo e lo spazio per tentare di materializzare quel pensiero, inventandomi al contempo un nuovo lavoro che mi potesse sostenere al 100%.
Così non è stato, almeno per me, ma rappresenta ancora una opportunità lavorativa: 2-3 giovani disoccupati gestendo a tempo pieno una iniziativa simile potrebbero trarre dall’orto almeno 7-800€ a testa, producendo verdura sana per il circondario, compensando almeno in parte la difficoltà nel trovare un lavoro. “”Buono”” per un giovane che non trova lavoro, chiaramente insufficiente per un padre di famiglia con cane e mutuo. ^^
Se tiro le fila di questo incredibile anno e mezzo mi rendo conto ho fatto più cose (e imparato di più) che negli ultimi 5 o 10 anni… e nel mentre mi sono pure divertito, conoscendo persone nuove e interessanti, vivendo il fermento, il movimento che alcuni solo percepiscono come echi in lontananza.
Tra orto, corsi di sinergico, forni in terra cruda, dragon-dreaming, agricoltura rigenerativa e Transition training ho sperimentato che i cittadini, se si aggregano per realizzare un progetto, hanno un effetto esplosivo e possono realizzare (quasi) qualsiasi cosa sognino.
Inoltre ho verificato in prima persona la teoria secondo cui:

“un tuo progetto non è realmente attivo e funzionante fintantochè richiederà la tua presenza per continuare ad esistere”

E infatti la prossima stagione molti genitori potranno portare i loro bimbi a raccogliere la verdura nell’orto, che io continui ad andare in orto o meno. Questo pensiero mi da gioia e mi commuove perchè in questo almeno abbiamo avuto successo e abbiamo davvero costruito qualcosa che prima non c’era.
Questo tipo di orti quindi funzionano soprattutto come orto condiviso. E’ così che nascono meglio le sinergie, che scorrono le idee e i sogni.  La sua funzione fondamentale dev’essere quella di fornire lo SPAZIO alle persone per esprimere sè stesse e le loro passioni. Lavorando e divertendosi insieme, consapevoli di quel che si sta costruendo e del perchè lo si sta facendo. Al di là della funzione di produrre cibo, in orto ora si parla, si discute, si ride e e ci si confida liberamente. Una regola mai detta infatti è quella di stare ben attenti a non giudicare nessuno.
Un anno fa era un semplice campo, ora è una fucina di idee, fulcro di una squadra di persone ormai già ben affiatate.

Ma le novità di questi mesi non finiscono qui. L’energia è l’entusiasmo del gruppo era talmente alto che  abbiamo organizzato in orto la prima “AgroFesta”: chi veniva ci avrebbe aiutato a seminare sovescio e piselli, imparando alcune preziose cose e godendo di un bel fuoco e della cucina casareccia (bruschette scaldate sul fuoco, pesto, torte, e varie leccornie e bevande).
L’evento è stato un bel successo, eravamo in 25 e in tre ore abbiamo finito i lavori programmati, dopodichè ci siamo dati ai “bagordi” con varie leccornie e bevande. Così abbiamo conosciuto altre persone, altre associazioni e iniziative simili esistenti o in partenza con cui fare rete, insegnando qualcosa loro e imparando dalle loro esperienze, scambiandoci anche semi, sorrisi e serenità. Naturalmente ci siamo subito offerti di dar loro una mano quando ne avranno bisogno. Questo è il senso ultimo del “fare rete”: aiutarsi l’un l’altro materialmente.

Prima Agrofesta in Orto Sinergico:

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E’ stato un momento di celebrazione molto importante. Decisamente siamo entrati in un altra fase. L’orto la prossima stagione son sicuro che sarà moooolto meglio anche del primo anno! Non so come ringraziare tutti i componenti della nuova squadra per tutto l’entusiasmo che ci stanno mettendo.
Ci sono già altre Agrofeste in programma (LunaPiena, Solstizi, semine, raccolti…)
Per quanto mi riguarda, ora ho finalmente trovato un lavoro che mi rida quel minimo di stabilità economica che stavo per perdere, nel frattempo in due mesi con l’aiuto di Matteo e Paolo abbiamo costruito un forno da pizza in terra cruda (sperando un giorno di poterlo fare in orto):

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…ma non si può certo dire che finisca tutto qui, anzi!
Sono appena tornato da un Transition Training e non vedo l’ora di condividere i metodi imparati con gli altri operatori e con chi vorrà unirsi a noi. Tra world cafè e open-space, ne verranno fuori delle belle (e tutto ovviamente divertendoci)!

Seguite se volete seguite anche la pagina facebook che aggiorno con molta più frequenza del blog!

Ci vediamo in orto, se lo vorrete!

Orto 2.0: cerchiamo operatori sinergici!

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Con la costruzione dei bancali siamo arrivati quasi a metà campo, ma di lavoro ce n’è ancora molto da fare…
La cassa integrazione sta per me terminare, devo concentrare maggiori energie nella ricerca di un qualunque lavoro che mi dia un introito costante. Il tempo (e l’energia) che posso dedicare all’orto è quindi in calo,

E’ questo il momento giusto per passare all’orto “due-punto-zero”, un salto che già sentivo come naturale evoluzione del progetto.
Da domani l’orto sarà un orto condiviso. Chiunque sia rimasto incantato dall’agricoltura sinergica, chi ne ha capito il valore (non solo simbolico) e vuole seriamente metterci le mani… sarà il benvenuto!
Gestiremo l’orto insieme, dividendo i prodotti e gestendo il surplus. Si richiede un impegno abbastanza continuativo, 4 o 5 pomeriggi (o mattine). Se sei disoccupato/cassaintegrato o se hai un lavoro part time potresti gestire il tempo residuo per aiutarci a far crescere questa iniziativa.
In molti avete camminato tra i bancali, in tanti ho riconosciuto quella luce negli occhi che hanno solo i “ricercatori”, quelli che sanno vedere oltre a quel che appare, quelli che sanno ancora sognare e che sanno impegnarsi materialmente e consapevolmente per costruire una nuova realtà, ogniuno percorrendo i suoi “sentieri di vita”.
A questi chiedo di voler condividere parte di questo percorso con noi, tra fili di paglia, semi e stagioni, in cui l’unico maestro sarà l’orto stesso.
Sarà un cammino appassionante, come lo è stato finora, perchè questo “sentiero” è poco battuto, appena visibile tra la folta vegetazione.
Come dei pionieri (o Bionieri?) che non sanno più attendere per vedere un mondo differente, un mondo dove si tratti la Terra col rispetto che merita.
Chi è interessato mi contatti alla solita mail:  orto.cittadino@gmail.com
oppure compilando il form qui sotto:

Tornando all’orto:
Abbiamo ricevuto la visita dei bambini dei centri estivi di Monteviale. Sara e Davide della cooperativa “Il Germoglio dei colli Castellari” li hanno condotti con autentica maestria tra i bancali, alternando giochi e semplici lavoretti. E’ stato uno dei tanti gioviali momenti che hanno avuto come sfondo la gialla paglia dell’orto sinergico. E’ stato un piacere veder correre qua e la i bimbi per l’orto, tutti intenti a coprire bene  con abbondante paglia la terra esposta (vedi video):

(volti oscurati perchè minorenni)

Gianni invece ci ha gentilmente donato una falce a lui cara. Saranno 25 anni che non ne usavo una! Grazie di cuore.
Ho avuto la fortuna di usarla a Posina da bimbo, quando andavo ad aiutare quelli delle contrade attigue (quell’aiuto/gioco che può dare un bimbo).  Gino, un anziano che aveva perso le dita dei piedi (congelati sul Pasubio durante la guerra), mi spiegò con pazienza i movimenti giusti, ricordo che dopo 5-10 minuti si entrà in “modalità automatica” (ossia il corpo ripete movimenti senza pensarli) e non è così faticoso come potrebbe sembrare.
Poi loro con rapidi movimenti semicircolari con la pietra affilavano la lama, per poi riporla in un contenitore o corno pieno d’acqua.
Ricordo alcuni anziani che a fine taglio bevevano l’intruglio contenuto nel corno, dicendo che faceva bene perchè conteneva le essenze di tutte le erbe tagliate. Poi sorridevano sornioni nel notare la mia faccia schifata. ^^

Microorganismi & Bicipompa


Ed eccoci nel pieno del nostro secondo anno che come si sapeva è il peggiore da affrontare.
Avevo visto alcuni orti sinergici durante il loro famigerato “secondo anno” ma viverlo in prima persona è ben altra cosa… diciamo che saperlo prima comunque aiuta 😉
C’è da portar pazienza: ripristinare la fertilità del suolo non è una cosa immediata o da poco. Soprattutto in questo momento serve perseverare. Bisogna continuare a seminare e trapiantar piantine, aiutandosi magari con l’inoculo nei bancali di microorganismi efficaci. Così, per la prima volta in vita mia sono andato nei boschi a caccia di … microorganismi! Accompagnato dal permacultore Marco Pianalto in un’ora abbiamo riempito 3 sacchi, e poi via in orto a preparare il miscuglio necessario per riprodurre questi microorganismi (in un bidone chiuso, processo anaerobico). Tra 30 giorni saranno pronti per essere diffusi nei bancali dove elaborareranno il materiale organico portando maggiore nutrimento.
Come sempre quindi “avanti tutta” anche se per quest’anno non accettiamo più adesioni, l’orto produrrà meno quindi basterà giusto per chi ha già aderito a inizio stagione e per gli operatori.

E mentre nel bidone il processo di fermentazione continua, da alcuni giorni nell’orto ha preso forma uno strano marchingegno.
Si tratta di una bici-pompa, o una ciclopompa se preferite. E’ un’idea semplice, quasi una banalità, eppure non ne avevo mai viste in vita mia. Partita come una “pazza idea”, ha preso forma e ora funziona a pieno regime in orto, grazie anche all’aiuto di svariate persone che hanno messo a disposizione competenze, tempo e materiali.
E’ molto più performante di quello che mi aspettavo: in un ora si pescano dalla risorgiva circa 2.000 litri d’acqua!
E il bello è che per costruirla ci siamo pure divertiti. ^^ Qui sotto un video che ne illustra il funzionamento:

Domenica 21 luglio saremo alla Festa Natura al Bosco d’Acqua di Villaverla
Venerdì 26 non possiamo mancare all’incontro TRANSITION TALK a Santorso, mentre
Domenica 28 in orto faremo un corso introduttivo all’Agricoltura Sinergica

Orto Sinergico: il sogno e il progetto


Questo video è dedicato a:

  • Tutti coloro che hanno sacrificato un po’ del loro tempo (o denaro) per aiutarci a realizzare l’orto sinergico cittadino di Vicenza
  • Antonio De Falco che ha lavorato alla diffusione di questa tecnica agricola in Italia
  • A tutti i possessori di orti sinergici sempre disponibili a scambiare consigli e sementi
  • A Masanobu Fukuoka ed Emilia Hazelip per le loro intuizioni e sperimentazioni

Siamo ben consapevoli di essere solo all’inizio, tuttavia speriamo possa servire da stimolo affinchè partano altri “sogni” simili in altri comuni. E’ un sentiero che dovremo percorrere anche per liberare noi stessi e la terra dai pesticidi e fertilizzanti (che per troppo tempo hanno avvelenato i nostri piatti).  E’ ora di riguadagnare quella perduta “sovranità alimentare”, svincolandoci dalla grande distribuzione ed aumentando al contempo la nostra resilienza.
Questo vuol rappresentare giusto un altro pezzetto nel grande puzzle della transizione.

(Grazie Michele Rossi per il montaggio del video)

Calendario corsi 2013

Il corso sarà teorico e pratico: prepareremo insieme dei bancali sinergici. Vedremo tutte le fasi, dal terreno “nudo” al bancale finito con impianto d’irrigazione e piantine trapiantate. Verranno fornite le tabelle delle consociazioni favorevoli tra i vari ortaggi, la lista dei repellenti naturali e scopriremo le proprietà delle varie piante che andremo a mettere nel bancale.
I vantaggi di un orto sinergico si traducono in maggiore salute della “filiera” terreno–>pianta–>verdura
meno lavoro per il contadino, minori spese di gestione, minor impatto ambientale. E’ la tecnica ideale per i piccoli orti di casa o per tanti orti cittadini che potrebbero nascere creando maggiore occupazione e maggior benessere.

CALENDARIO CORSI 2013


LUGLIO

Sabato 6 – Domenica 7
Sabato 13 – Domenica 14
Sabato 27 – Domenica 28

AGOSTO
Sabato 3 – Domenica 4
Sabato 31 – Domenica 1 Sett.

SETTEMBRE
Sabato 7 – Domenica 8
Sabato 28 – Domenica 29

OTTOBRE
Da definire

ORARI
Sabato (teoria): dalle 14:00 alle 18.00
Domenica (pratica): dalle 9.00 alle 18.00

COSTO
50€ a persona
(ev. pizza esclusa, sconti o compensazioni per disoccupati/cassaintegrati)

PRANZO DI DOMENICA
Pranzo condiviso (oppure un metro di pizza a Creazzo)

COSA PORTARE
Si prega di portare vestiario comodo, un cappello, abbondanti liquidi, tanto entusiasmo e, se ne avete, vanghe, zappe, badili e rastrelli.

METEO e VARIE
Il calendario è ovviamente passibile di modifiche, attendiamo l’avvallo di Madre Natura (e le sue nuvole).
In caso di tempo incerto tenete d’occhio la pagina Facebook per comunicazioni in tempo reale.
Il corso si terrà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti, se si è in pochi potrebbe esserci l’opportunità di condensare il tutto nella sola giornata di domenica.

COME ADERIRE?
Per aderire basta compilare il modulo online

Per ulteriori informazioni, spedite una mail al solito indirizzo: orto.cittadino@gmail.com
Ci vediamo in orto!